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INSETTI E PET FOOD: il cibo del futuro è sempre più sostenibile

February 6, 2019

Quanti di voi sentendo solo nominare la parola insetti hanno una reazione di avversione, paura o dei veri e propri attacchi di panico?

Cari entomofobi è arrivato il momento di cambiare prospettiva e superare alcuni retaggi emotivi… adesso vi spiegherò perché ne vale così tanto la pena.

Cominciamo col dire che le previsioni per il futuro non sono affatto rosee e stando alle stime della FAO nel 2030 dovranno essere nutrite più di 9 miliardi di persone, assieme ai miliardi di animali allevati annualmente e ai nostri animali da compagnia. 

 

La crescita della popolazione comporterà quindi una maggiore richiesta di cibo e soprattutto avrà un grande impatto sull'offerta mondiale di proteine. 

Scegliere prodotti alimentari di origine animale più sostenibili, proprio come gli insetti, e inserire nell’alimentazione quotidiana un maggior apporto di prodotti di origine vegetale come frutta, verdura, cereali e legumi, rappresenta il primo passo verso un’alimentazione più sostenibile.

 

Per comprendere meglio il reale valore degli insetti, definiti per noi europei come “novel food”, cercherò di rispondere alle vostre più frequenti domande.

 

Innanzitutto, di quali insetti stiamo parlando?

Gli insetti edibili, quindi quelli che possono essere utilizzati a scopo alimentare, sono circa 1900 specie che costituiscono una piccola frazione se consideriamo il 1.000.000 di specie descritte finora. Gli insetti più comunemente consumati dall’uomo sono i coleotteri, i bruchi, le api, le vespe e le formiche oltre alle cavallette, locuste e ai grilli.

Mentre, nella produzione di mangimi gli insetti più comuni sono le mosche, le larve domestiche e i vermi gialli che allevati promuovono la gestione dei rifiuti organici.

 

Quali sono le caratteristiche nutrizionali degli insetti? sono simili alla carne?

Gli insetti usati per l’alimentazione sono generalmente ottime fonti proteiche e ricche soprattutto di aminoacidi essenziali, per capirci al pari della carne e del pesce. è però importante sapere che esiste una variabilità nel tenore proteico e aminoacidico legata alla specie utilizzata. Ad esempio, le cavallette hanno un discreto tenore di  taurina mentre altri insetti ne sono completamente privi però possono apportare altri nutrienti, come le larve di mosca che contengono un’elevata concentrazione di calcio, ferro e zinco o le larve di scarafaggio che sono importanti fonti di vitamina B12.

 

Quindi, oltre ad apportare proteine, gli insetti forniscono minerali, vitamine (soprattutto del gruppo B) e acidi grassi essenziali. Inoltre, alcuni nutrienti possono essere facilmente manipolati dalla dieta e alcuni insetti si caratterizzano per un elevato tenore di omega 3 proprio perché sono stati allevati con alimenti ricchi di omega 3.

 

Ci sono dei soggetti in cui è più indicata la loro somministrazione?

Gli alimenti commerciali che contengono come unica fonte proteica animale gli insetti  sono assolutamente da consigliare in tutti quei soggetti che presentano sintomi gastroenterici o cutanei di presunta origine allergica alimentare.

In questi casi è infatti indicata la somministrazione per un periodo di ameno 6-8 settimane di un alimento che contenga una nuova fonte di proteine, quindi mai assunta in precedenza, e gli insetti sono una validissima alternativa alle fonti proteiche comunemente utilizzate in passato (es. cavallo, coniglio).

 

Può avere dei rischi per la salute dei nostri animali?

Gli insetti, animali a sangue freddo, sono solo lontanamente imparentati con i mammiferi e questa importante differenza genetica rende difficile (per non dire impossibile) la trasmissione di infezioni tra le due classi di animali.

Inoltre è importante sapere che gli insetti utilizzati a scopo alimentare vengono allevati in ambienti controllati dove l’umidità e la temperatura sono monitorati costantemente. Queste condizioni minimizzano il rischio di contaminazioni e il contatto con germi e batteri responsabili di malattie.

 

Un'alimentazione a base di questi mangimi può essere consigliata anche a cani sani e può essere protratta a vita?

Assolutamente sì!

L’utilizzo degli insetti nell’alimentazione dei pet è sicuramente una soluzione valida dal punto di vista nutrizionale e sostenibile perché ridurrebbe sia le emissioni di gas ad effetto serra, di ammoniaca che l’uso del suolo e dell’acqua. Basti pensare che più del 70 % dei cereali è coltivato per gli allevamenti di bestiame! 

Secondo il rapporto FAO, gli insetti vivono ovunque, si riproducono velocemente e presentano un alto tasso di crescita e di conversione alimentare, basti pensare che i grilli richiedono solo mezzo chilo di cibo per produrre 1 chilo di peso corporeo quando per produrre 1 kg di carne di manzo sono necessari quasi 10 kg di grano. 

Quindi, considerando i vantaggi ambientali, nutrizionali ed economici, le diete a base di insetti dovrebbero essere considerate con maggiore attenzione, non solo solo per in nostri animali… ma anche per noi.

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