Il gatto con qualche chilo di troppo: come farlo dimagrire?

October 19, 2016

 

Mantenere un corretto peso corporeo non solo limita l’insorgenza di gravi patologie a cui sono predisposti i soggetti sovrappeso ma ha un importante effetto benefico sulla vita quotidiana.

I gatti di oggi hanno uno stile di vita completamente diverso dal ritratto tradizionale del gatto cacciatore in grado di sfidare le intemperie per assicurarsi un pasto composto da piccole prede, sicuramente non troppo caloriche. Inoltre, la sterilizzazione,benché sia un efficace  strumento di prevenzione rende i piccoli felini ancora più predisposti a caricarsi di qualche chilo in più. Insomma, chi ha un gatto a casa lo sa. La vita è sedentaria e spesso, troppo apprensivi o al contrario un po' lascivi, dimentichiamo che proprio come noi hanno bisogno di una dieta sana, equilibrata, che soddisfi i fabbisogni nutrizionali senza però eccedere con le calorie!

 

5: i consigli di cui far tesoro quando il micio ha qualche chilo di troppo

 

1)Rigore alimentare

Evitiamo di assecondare il nostro gatto nelle sue richieste di cibo sempre più appetibile. Questo comportamento suscita nel vostro felino domestico una crescente richiesta di alimenti più gustosi diventando talmente esigente da non lasciare più scampo al suo proprietario. Infatti, i gatti, selezionano in modo rigido quello che vogliono mangiare e quando le loro richieste non vengono soddisfatte praticano un digiuno che NON può essere protratto per le gravi conseguenze sulla loro salute (es. lipidosi epatica). Quindi sarebbe meglio resistere alla tentazione di assecondare ogni desiderio culinario e cercare di inserire, magari mischiando, gli alimenti che gradisce maggiormente con cibi più sani e meno calorici.

2)Non solo cibo!

Resistiamo quando ci chiede la pappa, spesso è una ricerca di attenzioni. I gatti che vivono in casa “chiamano” il proprietario e troppo spesso questa ricerca di attenzione viene indirizzata verso il cibo… sbagliando! Infatti per i gatti, differentemente da altre specie (es. cane) non ha un  valore sociale e non stimola il rapporto comunicativo ma crea solamente un rinforzo positivo tra richiesta e somministrazione di cibo.

3)Cibo e calorie… facciamo due conti

Non lasciamo sempre a disposizione del micio il cibo secco (croccantini). La tendenza è di credere che il “povero” micio sia vittima di un metabolismo lento e inefficace nel metabolizzare correttamente gli alimenti assunti. Anche questa convinzione è errata perché anche se la percezione è quella di somministrare una scarsa quantità di cibo in realtà la maggior parte dei proprietari non è a conoscenza dell’apporto calorico dei croccantini. Quindi, è bene fare chiarezza:

-100 gr di croccantini (mezzo bicchiere per capirci) per gatti adulti giovani apportano circa 400 kcal

- 100 gr di alimento umido o fresco apportano circa 100 kcal

- un gatto adulto di 4 kg, sterilizzato, che vive in casa dovrebbe assumere circa 200 kcal al giorno

Detto ciò, il cibo secco (crccantini) è 4 volte più calorico del cibo umido (scatolette o casalingo) e bastano 30 gr al giorno di croccantini + 80-100 di cibo umido o casalingo per coprire ampiamente il fabbisogno calorico giornaliero!

4) Il ruolo dei “premietti”

Non diamogli, oltre al pasto quotidiano, avanzi e leccornie di cucina, soprattutto se non si adattano ai fabbisogni di un carnivoro stretto!!

Ribadisco che il cibo non ha attività sociale per i nostri felini domestici, quindi non è necessario arricchire la sua dieta (e la sua pancia!) con ulteriori extra. Se proprio volete dargli un premietto mentre giocate con lui potreste nascondere all’interno di barattolini forato o nelle activity fun board dei pezzettini di carne (anche essiccata ma senza sale).

5)Cibo e salute: un binomio indossolubile

Non facciamo l'errore di pensare che l'alimentazione abbia un ruolo secondario sulla salute del nostro gatto! E’ fondamentale rivolgersi al proprio veterinario per stabilire se la condizione corporea sia quella ottimale perché troppo spesso viene sottovalutato un’inziale stato di sovrappeso e quando l’approccio non è tempestivo può diventare, per il gatto e il proprietario, una vera e propria impresa titanica J

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